Una Maxi Amatriciana – per aiutare le popolazioni colpite dal sisma.

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Le Associazioni, la Protezione Civile ed il Comune di Zoppola, organizzano per il 2 ottobre 2016 alle 12:00 presso l’area festeggiamenti di Cusano di Zoppola (Pn) “UNA MAXI AMATRICIANA” per raccogliere fondi da donare alle popolazioni duramente colpite dal sisma del 24 agosto 2016 tra Rieti, Ascoli Piceno e Perugia.

INSIEME POSSIAMO, VIENI ANCHE TU!

Fondi alle paritarie Così si salva il vero pluralismo – IlGiornale.it

Sbloccati i contributi per le scuole pubbliche paritarie. Proprio ieri il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’Aninsei che li teneva congelati da qualche mese.

Ora la macchina ministeriale dia un segnale. Le scuole pubbliche paritarie ne hanno assoluto bisogno (stanno aspettando persino il saldo dello scorso anno): ne va della possibile, residuale libertà di scelta della famiglia in un pluralismo educativo già così attaccato. Senza pluralismo non c’è scelta. E non c’è libertà.Il problema dei contributi è sorto a seguito della contestazione dei criteri di erogazione degli stessi da parte di Aninsei, Associazione nazionale istituti non statali di educazione e di istruzione. Il Consiglio di Stato ha stabilito che «lo scopo non di lucro» si ha solo quando il servizio scolastico è erogato gratuitamente o viene richiesta una frazione del costo del servizio. Il Miur, nel tentativo di dare attuazione alla sentenza, ha emanato un decreto piuttosto contraddittorio perché ha inserito il parametro oggettivo mantenendo nel contempo anche quello soggettivo. Azzeccagarbugli docet.

La Corte dei conti ha vistato il decreto ma in modo «ambiguo», affermando che la sua esecuzione può dar luogo a responsabilità amministrative. L’Aninsei ha fatto subito ricorso per ottemperanza, affermando che il decreto è elusione di quanto stabilito dal Consiglio di Stato stesso ma il ricorso è stato respinto.

Questa la vicenda che ha tenuto bloccati per mesi i contributi alle scuole pubbliche paritarie, creando loro gravissimi disagi nello svolgimento del proprio servizio, che è pubblico, pur non essendo statale. Ora il problema si è finalmente risolto, ma la vera soluzione va presa a monte per evitare, un domani, altre simili scene da «gride» di manzoniana memoria.

Le leve di trasparenza e di buona organizzazione, l’autonomia scolastica e la valutazione dei dirigenti e dei docenti, la detraibilità delle spese scolastiche e gli investimenti school bonus che la legge numero 107/2015 ha introdotto, vanno già verso una soluzione. Manca la «chiave di volta»: il costo standard per studente (delle scuole pubbliche statali e delle pubbliche paritarie) che consentirebbe alla famiglia una libera scelta educativa, innescherebbe un sano processo di rilancio delle scuole italiane del Servizio nazionale di istruzione, sotto lo sguardo garante dello Stato.

Una volta adottato il parametro «costo standard di sostenibilità» per studente consentirebbe: A) un positivo e necessario confronto tra le scuole pubbliche che diverrebbero realmente autonome sotto lo sguardo garante dello Stato, che non può essere unico gestore e contemporaneamente garante di se stesso; B) la possibilità per la famiglia di scegliere fra buona scuola pubblica statale e buona scuola pubblica paritaria; C) la possibilità per i docenti di esercitare scegliendo la buona scuola – la vera libertà di insegnamento; D) la valorizzazione dei docenti e il riconoscimento del merito; E) l’innalzamento del livello di qualità del sistema scolastico italiano con la naturale fine dei diplomifici; F) l’abbassamento dei costi e la destinazione delle economie ad altri scopi.

Insomma, si darebbe il via a un circolo virtuoso che romperebbe il meccanismo dei tagli conseguenti a sempre minori risorse (perché sprecate) che producono a loro volta altro debito pubblico. Il welfare non può sostenere altri costi; non a caso il principio di sussidiarietà, oltre ad avere una valenza etica, è anzitutto un principio economico prioritario. Si tratta di un’operazione che, oltre ad avere le sue buone ragioni di diritto, è perlomeno auspicabile in politica di spending review.

Nel saggio Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato (Giappichelli, Torino 2015) con la prefazione del ministro dell’Istruzione, si dimostra che questa operazione non solo sarebbe a costo zero, ma farebbe risparmiare allo Stato italiano, logorato dal debito pubblico, almeno 17 miliardi di euro. Chi ha orecchi, intenda.

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Manutenzione: pubblicata la UNI EN 13269 in italiano | Aria SpA

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Contratti di manutenzione, la UNI EN 13269 pubblicata in lingua italiana.

Il 16 giugno scorso è entrata in vigore la UNI EN 13269:2016 che offre una guida per la preparazione di contratti per lavori di manutenzione. A settembre è stata tradotta e pubblicata in lingua italiana e può essere applicata a:

  • rapporti tra società/assuntore di nazioni diverse e della stessa nazione;
  • attività di manutenzione e tutti i servizi ad essa connessi inclusa la pianificazione, la gestione e il controllo dei lavori;
  • qualsiasi componente, fatta eccezione per il software informatico, a meno che il software non debba essere gestito come parte integrante o unitamente all’apparecchiatura tecnica.

Attenzione però:

la norma non fornisce moduli standard per contratti di manutenzione, non stabilisce diritti e obblighi tra società e assuntore e non fornisce regole per accordi con la pubblica amministrazione.

Le normative per la manutenzione degli impianti sono numerose e precise. Nella sezione delle Leggi norme e pubblicazioni del nostro sito le trovate raccolte e spiegate.

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Serata in onore a Giada Rossi, Medaglia di Bronzo a Rio 2016

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Venerdì 23 Settembre 2016 alle ore 20.30 presso il Palazzetto Sport di Zoppola,  serata in onore a Giada Rossi al suo rientro dal Brasile con al collo la medaglia di bronzo.
Alla serata sono invitate a partecipare tutte le associazioni sportive con a seguito bambini e giovani, oltre a tutti coloro che vorranno rendere omaggio a Giada.
Ci saranno brevi testimonianze sia di Giada che di altri paratleti del comune con un breve filmato olimpico.
L’importanza della presenza di bambini e giovani sta nel prendere atto che con la volontà si possono superare le difficoltà della vita …. .

Ecobonus: come incentivare le riqualificazioni profonde? | Arieggiare

Riportiamo qui di seguito un estratto dell’articolo pubblicato su Renovate Italy con alcune osservazioni e relativi suggerimenti per la modifica dell’ecobonus, in modo che riesca a promuovere anche gli interventi più costosi ed incisivi.

I criteri che non dovrebbero essere trascurati

La UE (Direttiva 2010/31/UE) non chiede agli Stati Membri un generico miglioramento della prestazione energetica degli edifici, ma la trasformazione dello stock edilizio in edifici
a energia quasi zero (NZEB). Il concetto è stato recentemente ribadito da una Risoluzione
del Parlamento Europeo e da una Raccomandazione della Commissione Europea.
E’ necessario riqualificare l’intero stock immobiliare perché la riqualificazione di ogni edificio porta con sé molteplici benefici (economici, sociali, ambientali) che possono essere massimizzati solo intervenendo su un numero elevatissimo di edifici. […]

E’ noto che l’ecobonus non è in grado di stimolare le riqualificazioni profonde (Deep Renovations DR). […] Infatti è incapace di affrontare il problema dell’anticipazione dell’investimento necessario per realizzare gli interventi. Le detrazioni fiscali sono completamente inadatte allo scopo, anche a causa dell’eventuale incapienza fiscale dei beneficiari. […]

Incentivo universale (per ogni edificio e ogni richiedente)

Come premesso, le DR non sono attualmente stimolate da alcun incentivo. L’ecobonus non ha avuto successo per nessuna tipologia di edificio (unifamiliari, condominiali, residenziali o meno) né per alcun tipo di contribuente (persone fisiche, imprese, con ogni livello di capienza fiscale). Per stimolare la più vasta riqualificazione del patrimonio immobiliare nazionale, è necessario che il nuovo incentivo sia universale, ovvero interessi ogni edificio e ogni richiedente.

Incentivo flessibile su più soglie

Gli incentivi attuali (ecobonus in primis) prevedono una unica soglia (ad esempio è necessario abbassare la trasmittanza termica U al di sotto di un valore limite), raggiunta la quale si ha diritto all’incentivo. Questa visione manca di flessibilità, perché impone il raggiungimento di una prestazione univoca.

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Obblighi del datore di lavoro manutenzione impianti aeraulici | Aria SpA

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Per quanto riguarda gli obblighi del Datore di Lavoro facciamo riferimento al Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008 (scaricabile dal sito del Ministero del Lavoro cliccando sul primo link della pagina seguente “http://sitiarcheologici.lavoro.gov.it/

Nel testo di legge sono presenti due punti cardine sull’argomento impianti aeraulici e loro gestione:

  • l’articolo 64 ‘ Obblighi del datore di Lavoro, comma 1, lettera c), obbliga il datore di lavoro a provvedere affinché l’impianto venga effettivamente sottoposto a una regolare manutenzione e pulitura;
  • inoltre l’Allegato IV “Requisiti dei luoghi di lavoro” – al paragrafo 1.9.1.2, riporta che se gli impianti aeraulici installati vengono utilizzati (e quindi non tenuti chiusi o spenti), devono essere mantenuti funzionanti; inoltre «devono essere periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all’inquinamento dell’aria respirata deve essere eliminato rapidamente»;

Queste indicazioni venivano già delineate nel 2006 nell’introduzione delle “Linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva per gli impianti di climatizzazione” (Ministero della Salute – Accordo Stato-Regioni Provv. 05/10/2006 – G.U. 03/11/2006) (link), che essendo state pubblicate in Gazzetta Ufficiale hanno carattere cogente.

Il tutto è stato poi ribadito di recente con la premessa contenuta nella “Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria” (link) pubblicata il 07/02/2013 dalla Conferenza Stato-Regioni.

La necessità di valutare il rischio microbiologico correlato agli impianti aeraulici, è stata recentemente confermata – nello specifico della valutazione Legionella spp – nelle ‘Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi’ (Conferenza Stato-Regioni del 07/05/2015 – link) al paragrafo 6.1.

Aria SpA nasce da un gruppo di esperti del settore della climatizzazione, riscaldamento ed aspirazione in genere. Una corretta gestione della qualità dell’aria porta con se un miglioramento della qualità di vita dei lavoratori, con conseguente aumento della produttività: contattaci per un sopralluogo gratuito!

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Il documento di valutazione dei rischi | Aria Spa – Air Quality Improvement

Che cos’è la valutazione dei rischi?

La valutazione dei rischi è uno degli obblighi principali di ogni Datore di Lavoro (art.li 17, 28 e 29 D.Lgs 81/08). Valutare i rischi all’interno di un’azienda vuol dire prendere in considerazione tutti gli aspetti definiti dalla normativa e soprattutto le misure da attuare obbligatoriamente per ridurre tali fattori di rischio. La normativa in relazione alla valutazione dei rischi determina anche il modo in cui deve essere redatto il Documento di valutazione dei rischi, quali figure lavorative ne sono responsabili e cosa deve essere inserito nel documento al fine di risultare esattamente in regola con la normativa.

La valutazione dei rischi è un importante passo per proteggere i lavoratori e l’azienda e per rispettare gli obblighi di legge.

Che cos’è il DVR?

Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi in forma scritta, elaborando un documento denominato “Documento di Valutazione dei Rischi” o “DVR”. Attraverso l’analisi valutativa dei rischi, un’azienda è ora chiamata a prendere decisioni che riguardano il miglioramento delle condizioni di salute e l’integrità fisica dei lavoratori.

Come valutare i rischi nel luogo di lavoro?

  1. Identifica i pericoli
  2. Individua chi potrebbe essere danneggiato e come
  3. Valuta i rischi e decidi le azioni da intraprendere
  4. Registra i rischi che hai valutato e pianifica gli interventi
  5. Rivedi la tua valutazione ed aggiornala se necessario

La valutazione dei rischi degli impianti aeraulici attraverso il Metodo A.R.I.A.

Metodo A.R.I.A.L’acronimo A.R.I.A. significa «Assegnazione Rischi Impianti Aeraulici». Si tratta di uno strumento innovativo in grado di dimensionare il livello di rischio potenziale dell’impianto e di evidenziarne la relativa priorità d’intervento da un lato, e di indicare le modalità d’intervento dall’altro. Questo ‘‘metodo operativo’’ riassume le indicazioni di norme tecniche, linee guida, leggi italiane, regolamenti regionali e ordinanze comunali.

 

L’intervento viene così impostato:

  • in una prima fase, si effettua la raccolta di dati e informazioni di base sull’edificio, layout impiantistico e al contesto in cui si trova installato l’impianto;
  • si procede poi con l’ispezione visiva, che prevede un esame a campione delle componenti dell’impianto potenzialmente soggette a maggiori criticità;
  • dove necessario, si effettua anche l’ispezione tecnica, nella quale si utilizzano strumenti di misura e acquisizione dati per consentire un’analisi più approfondita dell’impianto.

Un lavoro in conformità a leggi e norme tecniche:

– TESTO UNICO SICUREZZA (D. Lgs 81, 09/04/2008)
– LINEE GUIDA PER LA TUTELA E LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NEGLI AMBIENTI CONFINATI (G.U. 276 del 27/11/2001)
– LINEE GUIDA PER LA DEFINIZIONE DI PROTOCOLLI TECNICI DI MANUTENZIONE PREDITTIVA SUGLI IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE (G.U. 3/11/06)
– PROCEDURE OPERATIVE PER LA VALUTAZIONE E LA GESTIONE DEI RISCHI CORRELATI ALL’IGIENE DEGLI IMPIANTI DI TRATTAMENTO ARIA (accordo Stato Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano 7 Feb. 2013)
– LINEE GUIDA PER IL CONTROLLO DELLA LEGIONELLOSI” (accordo stato regioni del 07/05/2015)

– UNI 10339:1995, Impianti aeraulici a fini di benessere. Generalità, classificazione e requisiti. Regole per la richiesta d’offerta, l’offerta, l’ordine e la fornitura.
– UNI EN 12097:2007, Ventilazione degli edifici – Rete delle condotte – Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte.
– UNI EN 13779:2008, Ventilazione degli edifici non residenziali – Requisiti di prestazione per i sistemi di ventilazione e di climatizzazione.
– UNI EN 15780:2011, Ventilazione degli edifici – Condotti – Pulizia dei sistemi di ventilazione.
– UNI EN 779:2012, Filtri d’aria antipolvere per ventilazione generale – Determinazione della prestazione di filtrazione.

Sorgente: Il documento di valutazione dei rischi | Aria Spa – Air Quality Improvement